Conclusa la prima fase del Progetto “Archivio Centro Studi PIM – Anno 2015”

di Fabio Bianchini

Nell’ottobre 2015, il Centro Studi PIM ha ottenuto un contributo da parte di Regione Lombardia per un intervento di riordino e inventariazione sommaria del proprio materiale documentario, che comprende materiale prodotti e acquisiti nel corso della propria attività a partire dalla fondazione nel 1961.
Col progetto si è ottenuto un risultato di notevole importanza in quanto l’archivio PIM non era mai stato sottoposto a interventi mirati di inventariazione.
L’Archivio del Centro Studi PIM conserva strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale e cartografia relativi a una vasta area intercomunale, i principali documenti di pianificazione generale e settoriale dell’area metropolitana, oltre a verbali di assemblea del PIM, delibere di Giunta esecutiva del PIM, verbali del Consiglio direttivo del Compresorio Milanese (1978-1984) e nastri delle assemblee del PIM.
L’archivio rispecchia la natura sovracomunale dell’istituzione stessa – unica di questo genere rimasta ancora attiva in Italia – e le fasi della sua attività, costituendo un importante strumento per lo studio dell’evoluzione del territorio milanese a partire dalla seconda metà del Novecento.
Il progetto ha preso in considerazione alcune delle serie definibili come storiche, ritenute come più significative per illustrare l’attività del PIM. È stata inoltre schedata la documentazione degli organi istituzionali (verbali e delibere) nelle sue varie fasi di vita, nonché la documentazione reperita degli organi istituzionali del cessato Comprensorio Milanese 21, detenuta dal Centro Studi PIM.
Utilizzando il software per la descrizione inventariale Archimista promosso dalla Regione Lombardia, è stato prodotto un inventario sommario, secondo gli standard archivistici ISAD e ISAAR compilando, oltre alle descrizioni delle unità archivistiche, le schede soggetto produttore, soggetto conservatore e le schede progetto, le schede complesso archivistico di primo livello e altri livelli (serie e sottoserie); la bibliografia e le fonti utilizzate.
Un primo importante risultato del progetto si è ottenuto con l’individuazione e definizione della documentazione definibile come storica, utile non solo per le ricerche interne di tipo tecnico, ma fruibile anche da parte di soggetti esterni (studiosi, ricercatori), che possono avere interesse alla ricostruzione della storia del territorio di area milanese nella seconda metà del Novecento.
È stata inoltre individuata – almeno parzialmente – la documentazione del Comprensione Milanese 21, organismo pubblico rimasto attivo per pochi anni, di cui il Centro Studi PIM è stata la struttura di supporto tecnico-operativo. Gli archivi dei due enti, che hanno avuto sede comune nel periodo comprensoriale, costituiscono di fatto un unico e inscindibile complesso documentario. Ne sono stati chiariti in ogni caso i rapporti istituzionali definiti all’epoca da una convenzione e le relazioni intercorse per l’espletamento dei compiti istituzionali attribuiti per legge al Comprensorio.
L’intervento consentirà di rendere maggiormente fruibile l’archivio per:

  • gli Enti locali associati (Comuni, Città Metropolitana di Milano, Provincia di Monza e Brianza);
  • i professionisti che si occupano di pianificazione territoriale anche per conto di amministrazioni locali (urbanisti, paesaggisti, architetti, geologi e altri);
  • gli studenti, studiosi e ricercatori dell’area tecnico-scientifica, interessati all’evoluzione e pianificazione del territorio o – eventualmente – alla storia del Centro Studi PIM e della sua attività.

La banca dati sarà messa a disposizione dell’utenza tramite il sito internet del PIM e resa disponibile e pubblicata da Regione Lombardia sul proprio Portale Lombardia Beni Culturali.

Sul sito internet della Regione Lombardia è stato pubblicato l’Avviso Unico 2016 che definisce le modalità e i termini di presentazione di iniziative in ambito di promozione educativa e culturale, biblioteche e archivi storici, musei, promozione cineaudiovisuale, musicale e di danza, per le quali sono disponibili per l’anno 2016 complessivamente 2.122.500 €.