Immagini di territori metropolitani

Giuseppe De Luca – Francesco Domenico Moccia (a cura di)

INU Edizioni, Roma 2015
pp. 142

Il titolo del volume “Immagini di territori metropolitani”, curato da Giuseppe de Luca e Francesco Domenico Moccia, ne sintetizza in forma efficace i contenuti. La pubblicazione del volume da parte di INU Edizioni, è coincisa con l’iniziativa, organizzata dall’Istituto Nazionale di Urbanistica con la collaborazione dell’Ordine degli architetti locale, del “Festival Città metropolitane”, svoltosi nel luglio scorso a Reggio Calabria.
L’intenzione dei Curatori era quella di disporre di una panoramica sulle aree metropolitane, che sono state indicate direttamente o indirettamente dalla Legge n. 56 del 2014, a partire da chiavi di lettura comuni. I curatori hanno coinvolto diversi soggetti culturali, che operano nel mondo universitario, nelle amministrazioni, nei centri di ricerca, nelle professioni, chiedendo loro di fornire immagini della Città metropolitana di riferimento, vista da tre lati: quello delle delimitazioni storiche; quello delle vision proposte da eventuali piani territoriali o strategici elaborati nel corso del tempo, pur se privi di valenza giuridica/istituzionale; quello dell’individuazione di un ambito di influenza reale della Città metropolitana.
È così possibile leggere le singole vicende che hanno interessato i quattordici territori delle città metropolitane, che comprendono sia quelle previste dalla L 56/14, sia quelle indicate dalle Regioni autonome, in modo da poterne confrontare i diversi percorsi. È un panorama ricco, di notevole interesse, che ha il pregio della facilità di lettura, grazie a testi sintetici di presentazione per ciascuna delle tre sezioni relative ad ogni singolo caso rappresentato.
Emerge in modo evidente dalle due prime sezioni, nelle quali si raccontano i fatti che hanno anticipato l’entrata in vigore della L 56/14, come sia vasto il lavoro condotto sia nello studio per la definizione di ambiti territoriali di scala metropolitana, sia, soprattutto, nell’elaborazione di proposte di pianificazione, che nella più parte dei casi non hanno avuto sbocco operativo. La rassegna dei casi consente di intravvedere le differenti forme e modalità di approccio al piano che hanno caratterizzato i differenti periodi. La domanda che ci si pone di fronte al consistente volume di lavoro è se i Piani, pur non superando la fase propositiva, abbiano saputo riverberare effetti sul territorio, condizionando la forma e lo sviluppo dei sistemi metropolitani di riferimento. Non è certo questa una finalità del volume, ma va detto che esso rappresenta solo un’anticipazione di un lavoro che i curatori hanno avviato e prevedono di portare prossimamente alla pubblicazione, nel quale questo aspetto sarà oggetto di analisi.
Il pregio di questo volume sta proprio nella natura conoscitiva. Oltre alla corposa serie di informazioni sul percorso degli studi condotti sul territorio di aree vaste indicate, forse non tutte a ragione, come aree metropolitane, vengono fornite numerose immagini degli ambiti che disegnano il territorio relazionale che intercetta più Comuni e degli studi o meglio delle proposte/schemi di piano che si sono succeduti nel tempo, dei quali si corre il rischio di perdere il ricordo, cancellando esperienze comunque utili per una riflessione, non solo nostalgica, sulla recente storia del governo del territorio della nostra Nazione.
Un ultimo elemento di riflessione rimanda all’estensione territoriale delle aree metropolitane qui considerate dalla cui rappresentazione emerge, in modo evidente, come i territori metropolitani di maggior rilievo in termini di popolazione e densità, Milano e Napoli, siano confinati nell’attuale perimetro, stabilito dalla L 56/14, molto meno esteso rispetto ad altre realtà di influenza assai minore.