La componente paesistica nei processi di pianificazione a scala provinciale

TIPOLOGIA ATTIVITA'
Attività istituzionale a favore della Provincia di Milano – Direzione Centrale Pianificazione e Assetto del Territorio Programma di Collaborazione 2009

GRUPPO DI LAVORO
Franco Sacchi [Direttore responsabile], Fabio Bianchini [capo progetto], Francesca Cella, Alma Grieco, Cinzia Vanzulli [staff PIM]; Felice Mario Farè, Raffaella Laviscio [collaboratori esterni]

CODICE RICERCA
IST_07_09

DATA
Maggio 2010


CONTENUTO ESSENZIALE

Il sistema di pianificazione paesaggistica sviluppato complessivamente dal Piano Territoriale Regionale nel Piano del Paesaggio Lombardo è formato dagli atti di specifica valenza paesaggistica prodotti dai diversi livelli di governo del territorio (PTR, PTCP, PTC e PGT), in un’ottica di sussidiarietà e responsabilità dei diversi Enti di governo del territorio e secondo il principio di integrazione tra pianificazione del paesaggio e pianificazione del territorio e della città. In questo senso la proposta regionale di una “legenda unificata” e la rinnovata attenzione progettuale nei confronti della riqualificazione degli ambiti degradati, costituiscono un’opportunità per un più proficuo coordinamento tra diversi livelli di pianificazione e per avviare processi di miglioramento del paesaggio e prevenire ulteriori forme di degrado, anche alla luce della vastità, in termini di estensione, degli ambiti territoriali potenzialmente interessati.

Alla luce di questo quadro e della decisione della Giunta provinciale di rivedere sostanzialmente la proposta tecnica di adeguamento del PTCP a suo tempo presentata, l’Amministrazione provinciale ha ritenuto opportuno dare un più ampio rilievo alla componente paesistica nei processi di pianificazione a scala provinciale, con un particolare riguardo ai temi sviluppati nel PTPR e ai progetti di trasformazione del territorio di particolare impatto.

L’attività di ricerca si proponeva un doppio obiettivo. Da una parte, si incaricava di verificare, a partire dall’analisi del quadro di riferimento generale esistente, nei suoi aspetti normativi, pianificatori e culturali, la congruenza del PTCP vigente alla legenda unificata, così come descritta nella DelGR n° 8/6421 del 27 dicembre 2007 nell’ottica di un primo passo verso la revisione del PTCP. Dall’altra, attraverso l’individuazione di due casi studio, si prefiggeva di approfondire e integrare, all’interno del sistema paesistico-ambientale del PTCP, la lettura del degrado e della compromissione paesaggistica del territorio provinciale, individuando le strategie paesaggistiche provinciali e fornendo criteri, metodologie e indirizzi in grado di guidare gli approcci pianificatori a scala comunale.

Il caso studio 1 (ambito lungo la A4 Milano-Torino) rappresenta un paesaggio agrario caratterizzato ancora dalla presenza di macchie boscate e di siepi; di cascine, di corsi d’acqua e risorgive. Tali caratteri sono però insidiati dall’avanzare dell’espansione urbana che crea zone di frangia che si incuneano tra gli spazi agricoli e dalla presenza di attività produttive non sempre compatibili. Il caso studio 2 (ambito lungo la via Emilia) è rappresentativo, invece, di un paesaggio agrario di frangia in cui le destrutturazioni urbane già mature tendono a saldarsi e dove il degrado è dato oltre che dalla specifica tipologia di alcune attività, anche dal disordine e dalla mancanza di razionalizzazione di servizi e infrastrutture.

Entrambe le aree, ma soprattutto quella a sud, sono interessate anche dalla presenza di zone di particolare valore paesaggistico. In particolare l’area sud-est è segnata dalla presenza, oltre che delle zone naturali legate ai corsi d’acqua, di numerosi nuclei rurali di interesse storico-artistico che risultano, tuttavia, frammentati nel vasto territorio e difficilmente percepibili come insieme di elementi di interesse culturale di possibile fruizione. Indicazioni di valorizzazione paesaggistica vanno certamente nella direzione della costituzione di un sistema a rete di tali presenze accompagnata dallo sviluppo di percorsi di mobilità dolce e di aree a verde attrezzate per il loro libero godimento. La presenza di zone di specifica tutela garantisce al loro interno la sostanziale assenza di fenomeni di degrado che tuttavia diventano emergenti già solo ai margini delle zone suddette. Le criticità più evidenti sono dunque quelle dovute:

  • allo sviluppo incontrollato delle periferie;
  • al disordine generato dalla mancata pianificazione di interventi infrastrutturali;
  • all’inserimento in territorio agricolo di funzioni incompatibili;
  • alla distruzione dei segni tipici del paesaggio agrario;
  • all’elevato consumo di suolo legato a grossi insediamenti industriali e commerciali;
  • all’inquinamento delle acque superficiali e sotterranee.

La stessa area sud-est è luogo di numerose contraddizioni dovute alla presenza di frange urbane mature e di possibili saldature del tessuto urbanizzato prevalentemente lungo la Paullese e la via Emilia. La presenza di frange, pure consistente, nell’area a nord-ovest della provincia presa in considerazione nel caso studio 1 diventa tema particolarmente delicato in un’area caratterizzata da rete ecologica e per la quale diventa, pertanto, indispensabile il contenimento di ulteriori sfrangia menti urbani in un tessuto agricolo ancora compatto.

Sulla scorta dell’approfondimento sui casi studio, sono state fornite indicazioni relative ai fenomeni che possono derivare dalle diverse cause di degrado, azioni utili per la loro riqualificazione e per prevenire future forme di degrado o compromissione delle prime indicazioni per una progettazione paesaggisticamente compatibile e per una mitigazione degli impatti.

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