Milano City Scoreboard – Osservatorio 2018

TIPOLOGIA ATTIVITA'
Attività istituzionale a favore di Comune di Milano

GRUPPO DI LAVORO
Franco Sacchi [Direttore responsabile],

Francesca Cella [capo progetto], Fabio Bianchini, Alma Grieco [staff PIM]

CODICE RICERCA
IST_20_17

DATA
Giugno 2018


CONTENUTO ESSENZIALE

La seconda edizione dell’Osservatorio Milano, indagine che misura l’attrattività e la competitività di Milano nel confronto europeo, attraverso 214 indicatori, come per la passata edizione, ha visto in Centro Studi PIM coinvolto nello Steering Committee, per i temi : “sviluppo urbano e green”.
Per questa edizione, non disponendo di dati aggiornati annualmente per le città europee utilizzate dallo scoreboard, si è stabilito un affondo sul territorio metropolitano milanese, basato su dati DUSAF (ERSAF-Regione Lombardia). In particolare si è deciso per un confronto tra dati DUSAF 2.1 (2010) e DUSAF 5.0 (2015) sull’area IT002, ovvero una parte di territorio lombardo definita da OCSE e già utilizzata nella prima edizione dell’Osservatorio che, oltre alla Città Metropolitana di Milano, si allarga a parte delle province circostanti.

Ogni tema presenta tre parametri.
Per quanto riguarda lo sviluppo urbano, la città dell’abitare registra a scala metropolitana un incremento del 3,6% dal 2010 al 2015, che assume gradienti decrescenti mano a mano che ci si avvicina al core metropolitano.
Per la città produttiva vi è un incremento del 3,4% relativo al tessuto destinato ad attività economiche è avvenuto come effetto indotto dalla realizzazione dei grandi progetti infrastrutturali, infatti è qui che si registrano le maggiori differenze: le aree destinate alle infrastrutture per la mobilità aumentano del 41,6%, pur se non così imponente in valori assoluti (da 5.643 ettari nel 2010 a 7.988 ettari nel 2015). L’incremento è dovuto ai grandi progetti infrastrutturali che hanno interessato la regione urbana milanese nell’ultimo decennio: il completamento dell’Autostrada BreBeMi, della Tangenziale Est Esterna e dell’Autostrada Pedemontana, oltre a tutte le opere locali a esse connesse.
Per quanto riguarda le aree verdi, sono state invece considerate aree adibite ad agricoltura, aree inutilizzate, degradate o marginali ed infine aree boscate e ambienti seminaturali.
Le aree adibite ad agricoltura diminuiscono del -3,5%, trend cui fa riscontro un ampliamento di pari valore degli spazi urbanizzati. Per quanto negativo, in numeri assoluti questo dato evidenzia la vocazione agricola del milanese e conferma il suo elevato “potenziale di auto-sostentamento”, rafforzando ulteriormente le ragioni a sostegno delle politiche d’investimento – materiale, ma anche simbolico – connesse al lascito di Expo 2015 e alla relativa food policy.
In parallelo si registra una più lieve riduzione delle aree inutilizzate, degradate o marginali, che diminuiscono del -2,1%.
Positivo, seppur lieve, l’incremento delle aree boscate (+1,14%) che passano da 15.419 ettari nel 2010 a 15.595 ettari nel 2015.

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