“Paesaggi futuri”: strategie per la visione del verde urbano di Milano

di Fabio Bianchini

Lo scorso 23 maggio gli Assessori al Verde e all’Urbanistica del Comune di Milano hanno presentato il documento d’indirizzo strategico per il verde urbano.

Il documento, dal titolo emblematico “Paesaggi futuri. Milano: spazi aperti in una visione metropolitana”, costituirà la base per la stesura del prossimo Piano del Verde della città, in un’ottica metropolitana, sfruttando anche l’opportunità data dall’aggiornamento necessario del Documento di Piano previsto per il prossimo anno.

A partire dal convegno “Paesaggi futuri. Milano: spazi aperti in una visione metropolitana” che si è tenuto alla Fabbrica del Vapore lo scorso 15 marzo, l’Amministrazione comunale ha coinvolto una serie di attori in un ciclo di consultazioni con lo scopo di mettere a punto una strategia di rigenerazione urbana a livello metropolitano a partire dal verde.

Dopo un quinquennio di crescente attenzione ai problemi legati al fenomeno dell’urbanizzazione e del consumo di suolo, ma anche dell’agricoltura, dei parchi e dello spazio aperto, l’Amministrazione comunale ha voluto avviare un’azione di bilancio e di riflessione sul futuro, finalizzata alla redazione di un documento strategico.

Come dichiarato, nell’introduzione al documento dagli Assessori Balducci e Bisconti, “è solo costruendo una strategia generale, progetti urbanistici sugli spazi aperti e sulle loro diverse componenti che, da un lato, possiamo salvaguardarli da future compromissioni e, dall’altro, possiamo fare dello spazio aperto una fondamentale infrastruttura ed un potente strumento di rigenerazione urbana e rurale”.

Elaborare un “Documento d’indirizzo strategico” con queste caratteristiche significa in primo luogo individuare linee strategiche di medio e lungo periodo capaci di dare nuova linfa a piani e progetti per interpretare e gestire la trasformazione dei territori su vasta scala.

Per ognuna delle linee strategiche individuate nel Documento sono state proposte delle azioni possibili che ne attuino l’implementazione, così come alcuni indicatori sintetici che ne misurino l’adeguatezza e i risultati raggiunti

Una visione territoriale metropolitana

In una visione territoriale metropolitana, la pianificazione del sistema degli spazi aperti deve essere uno degli elementi centrali della costruzione di una adeguata strategia che metta in connessione “parchi della città metropolitana” e “parchi esterni”, integrandoli in un disegno unitario coi “parchi territoriali” di Milano.

L’impostazione di politiche e progetti deve essere integrata e capace di combinare livelli di tutela, progettazione paesistico-ambientale, fruizione, sviluppo del sistema agroalimentare, agroambientale e servizi collegati e del paesaggio rurale.

La dimensione e la natura dei parchi metropolitani previsti dallo statuto della Città metropolitana non può, tuttavia, limitarsi all’unione automatica di Parco Nord e Parco Sud ma deve includere le ramificazioni fluviali dell’Olona, del Lambro e del Martesana, riconoscendo pregi e limiti delle esperienze passate.

In questa prospettiva si può immaginare una “federazione” dei parchi metropolitani che, dotata di una struttura unitaria, muova dell’esperienza dei parchi partecipati dal Comune di Milano (Nord, Sud, Groane, Monza, Media Valle Lambro) evitando la separazione tra nucleo centrale e parchi “periferici”.

Programmazione e pianificazione

Milano deve consolidare il paesaggio su scala metropolitana, ponendo al centro dell’attenzione progettuale gli spazi aperti sin dalla fase di pianificazione, valorizzando, allo stesso tempo, le aree rurali, i grandi vuoti urbani (scali ferroviari, caserme, ex siti industriali, Ambiti di Trasformazione Urbana).

In parallelo, è necessario impostare studi multidisciplinari volti a definire i Servizi Ecosistemici metropolitani, a stimarne i valori materiali e immateriali al fine di informare politiche integrate che riconoscano in concreto i servizi erogati ai sistemi urbani.

Governance

Il tema del governo degli spazi aperti si pone oggi come un aspetto centrale della riflessione e rappresenta una delle condizioni nodali per poter dare corpo alla visione strategica prospettata.

Occorre superare l’attuale frammentazione, promuovendo un modello che garantisca unitarietà di intenti, salvaguardando gli spazi aperti residuali e valorizzando gli aspetti peculiari di ogni parco.

Il disegno del sistema di governance può prendere avvio con la sperimentazione di forme di coordinamento e integrazione tra gli Enti parco esistenti per giungere nel tempo a modalità organizzative con responsabilità dirette di gestione e controllo.

Il rapporto con l’agricoltura

L’agricoltura va consolidata, sviluppata e valorizzata, integrandola nella vita metropolitana, attraverso modelli innovativi e sostenibili.

Prioritaria deve essere l’attuazione dell’AQST “Milano Metropoli Rurale”, il rafforzamento economico dell’attività agricola, così come il recupero degli elementi del paesaggio rurale, rafforzando le connessioni ecosistemiche, i percorsi fruitivi, i nodi di significato e i possibili luoghi di socialità, come le cascine storiche, attraverso il coinvolgimento dei grandi proprietari fondiari pubblici e privati.

Una particolare attenzione andrà rivolta al la filiera del cibo e agli orti urbani, che vedono una forte crescita della domanda, con la loro funzione aggregativa e sociale, oltre che di ritorno alla terra.

Il sistema delle acque

Occorre valorizzare il sistema delle acque, che sono l’infrastruttura delle connessioni ecologiche e della produzione agricola e dell’edificato, definendo una strategia complessiva di riferimento, a partire dai recenti studi di riconnessione idraulica del sistema dei navigli, che consenta di recuperarlo appieno, anche tramite un’attuazione modulare.

Il Comune di Milano, in questa visione sistemica, deve rafforzare il proprio ruolo di regia strategica, coinvolgendo tutti i soggetti (pubblici e privati) in grado di dare il loro contributo, sopperendo così alla scarsità di risorse pubbliche, facendo altresì rete con Città metropolitana e con gli altri Comuni dell’area metropolitana.

Il verde di prossimità

La progettazione del verde urbano e delle aree libere residue, come componenti essenziali dello spazio pubblico locale, costituiscono oggi un impegno centrale.

In tale ottica, l’attenzione andrà rivolta a caratterizzare tali spazi in risposta alla domanda di integrazione e di usi legati alla vita quotidiana nei diversi contesti sociali e insediativi della città, più che ai grandi progetti spettacolari del passato.

In quest’ottica dovrà rivolgersi l’attuazione di una politica integrata per gli spazi aperti, che attraverso il disegno urbano intrecci il sistema del verde di prossimità a quello dei grandi parchi cittadini e periurbani, al sistema dei beni culturali, dei servizi alla persona e alle reti di mobilità lenta.

I grandi parchi periurbani giocano un ruolo fondamentale a livello locale, come generatori di nuove occasioni da cui diramare connessioni in grado di superare la visione radiocentrica, a favore della costruzione di un sistema integrato di reti in grado di penetrare nella città costruita e di rafforzarne la permeabilità, andando a disegnare una vera e propria “infrastruttura verde”.

Partecipazione e cura del verde, promozione e comunicazione.

Intervenire nella riqualificazione diffusa del paesaggio urbano significa anche considerare operazioni di tipo puntuale di manutenzione ordinaria e micro-interventi, per i quali è indispensabile la partecipazione attiva dei cittadini, dando ascolto alle reali esigenze del territorio e producendo senso di appartenenza e nuove forme di comunità locali che conducono al rispetto e al controllo del territorio.

In questa chiave, il “volontariato verde” va visto non solo come uno strumento di supporto alla pubblica amministrazione in termini di risorse materiali ma anche come modalità con cui la cittadinanza opera concretamente, conosce i progetti e le motivazioni delle scelte.

Così come occorre incentivare ulteriormente le nuove forme di partenariato, nate nel 1993 con le “sponsorizzazioni”, aumentando di molto la possibilità di collaborazione pubblico-privato per il recupero di aree degradate, la gestione e la cura del verde.

Alberi, piante perenni e nuovi saperi

Dal 2011, il patrimonio arboreo di Milano è cresciuto di circa 70.000 unità e può contare oggi su quasi 260.000 alberi, distribuiti in parchi e giardini (60%), filari (9%) e scuole o edifici comunali (11%). Dei nuovi alberi, circa 40.000 sono stati posati nei quartieri e circa 30.000 nei parchi di cintura, come Ticinello, Vettabbia, Boscoincittà e Parco Nord.

In un ragionamento complessivo di visione degli spazi aperti, non è possibile prescindere dalla consapevolezza del valore del patrimonio arboreo, con particolare riferimento ai differenti ecosistemi urbani, e delle criticità presenti in ambito urbano.

Oggi, è necessario potenziare la struttura tecnico-operativa comunale, eccessivamente ridotta negli ultimi decenni, anche attraverso progetti speciali con finanziamenti esterni dedicati, e riprendere una minima capacità operativa sia diretta che tramite accordi con associazioni e agricoltori.

Particolare rilievo assume anche la programmazione di interventi a lungo termine per nuove piantumazioni e il rinnovo ciclico del patrimonio arboreo, il monitoraggio dello stato di salute delle alberature presenti e l’impiego di competenze adatte a incrementando la biodiversità, incentivando l’uso di piante autoctone e perenni.

Alla fine emergono i grandi temi che questo primo documento strategico evidenzia, che sono numerosi e in stretta correlazione fra loro:

  • segnare i margini dell’urbanizzazione;
  • migliorare l’aria che respiriamo;
  • costruire spazi di ristoro e di rallentamento dentro al tessuto consolidato;
  • costruire i nuovi grandi spazi pubblici capaci di ospitare popolazioni e pratiche diverse alla scala della nuova città;
  • offrire cibo e biodiversità;
  • valorizzare e sviluppare il territorio rurale nel suo complesso e offrire occasioni di formazione e legame con la terra negli spazi dell’agricoltura;
  • costruire elementi fondamentali del paesaggio urbano contemporaneo;
  • facilitare la gestione e l’infiltrazione delle acque meteoriche;
  • mitigare i cambiamenti climatici e migliorare il microclima;
  • facilitare l’incontro tra comunità e l’interazione multiculturale.

 

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