Parco logistico di Malpensa. Integrazione e opportunità per il territorio

TIPOLOGIA ATTIVITA'
Attività svolta su incarico di SEA spa

GRUPPO DI LAVORO
Franco Sacchi [Direttore responsabile], Paola Pozzi [capo progetto], Mauro Barzizza, Fabio Bianchini, Alma Grieco, Maria Evelina Saracchi [staff PIM]; CRIEL [Centro di Ricerca sull’Internazionalizzazione delle Economie Locali – Università dell’Insubria], Gioacchino Garofoli [Università dell’Insubria] Cesare Benzi, Dario Corvi, Valentina Gambirasio [consulenti esterni]

CODICE RICERCA
CON_04_12

DATA
Dicembre 2012


CONTENUTO ESSENZIALE

A partire dal 2009 si sono riaccesi i riflettori sul destino dell’hub lombardo, in concomitanza con l’elaborazione di un nuovo “Master Plan Aeroportuale di Malpensa”, che si pone l’obiettivo di riproporre la centralità di Malpensa nel sistema aeroportuale europeo. In questo quadro, il nuovo ruolo assunto dal trasporto merci potrebbe contribuire in misura rilevante a ridefinire il posizionamento strategico di Malpensa in ambito globale.

La concretizzazione del riposizionamento di Malpensa dipenderà fortemente dall’assunzione di alcune scelte e dall’attuazione di alcune politiche.

In primo luogo, appare necessario completare gli investimenti infrastrutturali programmati, senza i quali sarebbe complicato invertire il trend degli ultimi anni. In seconda istanza, va considerata la possibilità di specializzare Malpensa in una “nicchia” di mercato (di grande potenzialità) collegata agli scambi con paesi extra-europei emergenti sia attraverso il rafforzamento della capacità di negoziazione con vettori internazionali per ricentrare su Malpensa voli intercontinentali sia attraverso un’alleanza con grandi player del trasporto aereo e grandi aziende (possibilmente degli stessi Paesi) interessate alla penetrazione del mercato europeo.

Per dar efficacemente conto degli scenari che si profilano, anche al fine di consentire un confronto consapevole e strutturato con le Amministrazioni e le comunità locali, SEA ha inteso provvedere alla predisposizione di uno studio finalizzato a delineare il ruolo del Parco logistico, previsto nell’ambito del Master Plan, nel contesto territoriale di riferimento e a valutare i suoi effetti territoriali ed economici.

Il potenziamento delle attività connesse alla movimentazione delle merci prospetta infatti un significativo sviluppo economico-occupazionale, ma anche non trascurabili trasformazioni di natura territoriale sia alla scala locale che alla scala metropolitana/regionale. Appaiono particolarmente significativi gli effetti legati all’attrazione di nuove attività produttive, con le funzioni di “prima e seconda linea” all’interno del sedime aeroportuale, per ridurre i costi delle “rotture di carico” e migliorare l’efficienza, e funzioni di “terza linea” in aree più esterne, prossime al Parco logistico. Prevedibile è anche la rilocalizzazione di attività di logistiche già insediate nell’intorno aeroportuale, con un auspicabile effetto di riordino e valorizzazione del sistema produttivo locale, cresciuto in questi anni in modo frammentato e diffuso, che garantirebbe maggiore attrattività per il territorio e minori costi di gestione dei servizi collettivi.

In questa prospettiva, il quadro dei progetti infrastrutturali in itinere delinea un sistema di accessibilità futura sufficientemente articolato e adeguatamente strutturato, in grado pertanto di sopportare i flussi di traffico previsti, a patto che le opere progettate vengano effettivamente realizzate nel rispetto dei cronoprogrammi stabiliti.

Per quanto riguarda, invece, gli impatti di carattere ambientale e paesaggistico, con lo scopo di superare le limitazioni proprie delle azioni di mitigazione e compensazione previste nel SIA, è possibile pensare a un progetto in grado di recuperare anche il valore multifunzionale del paesaggio alla scala territoriale, attribuendogli il ruolo di protezione ecologica, connessione paesaggistica, fruizione turistico-culturale.

Infine, sembra indispensabile ricostruire una coesione sociale attorno al progetto e alle strategie di sviluppo di Malpensa, coinvolgendo la comunità locale in un ruolo di partner, nella prospettiva della realizzazione di un “Parco logistico allargato” (includendo anche le aree industriali dei comuni del CUV). Sotto questo profilo, è utile prendere spunto dalle buone pratiche messe alla prova in alcune realtà estere, in una logica di integrazione e complementarietà tra le attività localizzabili on site e off site. In tali realtà, anche attraverso l’opera di agenzie di sviluppo e di marketing territoriale, si è provveduto a riconvertire ampie sezioni delle aree industriali, oltre che di aree edificabili, attraverso la localizzazione di qualificate funzioni produttive e terziarie, sperimentando con successo processi volti ad una più equa distribuzione dei vantaggi che derivano da localizzazioni lucrose e degli svantaggi che promanano da insediamenti invasivi.

Il rafforzamento dell’interazione aeroporto-territorio non domanda solo una più efficace articolazione dei ruoli e delle pratiche dei diversi attori locali (società di gestione aeroportuale, agenzie di scopo, Comuni, imprese e attori sociali), ma richiede anche un’incisiva regia (indirizzo, coordinamento e regolazione) da parte delle istituzioni di scala superiore, in primis Regione, Città metropolitana e Provincia.

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