Programma Integrato Di Intervento EX CFP Di Via Marconi In Cormano

TIPOLOGIA ATTIVITA'
Attività svolta su incarico del Comune di Cormano

GRUPPO DI LAVORO
Franco Sacchi [Direttore responsabile], Claudio Grossoni [capoprogetto], Cinzia Vanzulli [staff PIM], Studio Guidarini-Salvadeo - Architetti associati [Collaborazioni esterne]

CODICE RICERCA
CON_06_06

DATA
Dicembre 2006


CONTENUTO ESSENZIALE

Il Programma Integrato di Intervento per il recupero della ex scuola professionale di Via Marconi, rappresenta uno degli elementi qualificanti del Documento di Inquadramento delle Politiche Urbanistiche, approvato il 29/05/2006 con delib. n° 23, finalizzato al raggiungimento degli obiettivi prefissati dall’Amministrazione Comunale.

Il quadro legislativo vigente, aggiornato secondo le prescrizioni della l.r. 12/2005, indica i Programmi Integrati di Intervento come strumenti privilegiati per la rapida attuazione degli interventi che agiscono in coerenza con le linee programmatiche individuate dalle politiche urbanistiche locali.

In particolare, come affermato anche dal Documento di Inquadramento, l’Amministrazione pubblica di Cormano, intende “rimuovere i molteplici fattori di degrado in cui attualmente si trovano diverse aree del territorio comunali, spesso sotto-utilizzate o del tutto inutilizzate”.

Gli immobili e l’area su cui insiste l’ex C.F.P. unitamente alla sede del Consultorio ASL, dimostrano appieno le caratteristiche di degrado fisico funzionale cui l’A.C. intende porre rimedio attraverso organiche discipline di processi di recupero e riqualificazione urbanistica.

Il quadro evolutivo in cui si inquadra il PII in oggetto manifesta:

  • il rapido esaurimento della disponibilità di aree di espansione residenziali dell’attuale PRG, che, se non ancora totalmente realizzato, risulta però interamente già impegnato da progetti di prossima realizzazione. Ciò dimostra il permanere di una domanda abitativa ancora sostenuta;
  • trasformazioni e riconversioni industriali frequenti, con una minima prevalenza di subentri nel settore della logistica (+ 5% circa) a dimostrazione dell’efficacia delle politiche locali e consortili (CAAM) a sostegno del reinserimento di attività produttive; la perdita di addetti infatti, nel decennio 91/01, si è limitata ad un decremento di circa il 22%;
  • un sistema dei servizi pubblici, che alla luce delle nuove prescrizioni legislative (l.r.12/2005) risulta sovrabbondante per le necessità locali, sia allo stato attuale che di prospettiva, ed una efficienza prestazionale più che soddisfacente.

L’iniziativa proposta, pertanto acquista fisionomia dalle considerazioni delle dinamiche sopra evidenziate. Il ricorso allo strumento del PII , già annunciato nel Documento di Inquadramento risulta coerente ed idoneo alla concretizzazione dell’iniziativa pianificata che si ricorda prevede:

  • il recupero fisico funzionale dell’ ex C.F.P.;
  • il consolidamento e la riqualificazione del tessuto urbano di quartiere in cui si colloca l’intervento;
  • ricalibrare e riqualificare il sistema delle aree a servizi.

Si sono altresì individuate, secondo criteri e linee guida già tracciate dall’A.C., le destinazioni funzionali più idonee alla ricollocazione in luogo: ovvero residenza, servizi sanitario-assistenziali e ricreativi, in ottemperanza anche alle prescrizioni che contraddistinguono i PII (diversificazione funzionale, tipologica, integrazione e rilevanza territoriale).

Alcuni degli obiettivi sopra citati trovano giustificazione e piena coerenza con azioni e proposte di trasformazione contenute nel Piano dei Servizi (delib. n° 14 del 5/04/2004), soprattutto per ciò che concerne la “prestazione” relativa al centro professionale trasferita in sede più idonea.

La necessità di procedere attraverso una “Proposta iniziale” è dovuta alla complessità delle componenti in gioco, che devono tener conto del coinvolgimento di diversi attori su diversi tavoli istituzionali.

In primo luogo il rapporto con il soggetto privato “attuatore”dell’intervento che deve trovare oltre alle ovvie convenienze economiche, anche una corsia preferenziale nel fatto che l’A.C. risulta unica proprietaria delle aree, ma che proprio per tale caratteristica deve necessariamente avanzare una proposta che costituisca base di valutazione sufficientemente concordata dalle parti.

Secondariamente, essendo anche gli altri soggetti coinvolti (ASL e Centro Anziani) enti che espletano un servizio pubblico anche di rilevanza territoriale, si dovrà valutare con attenzione le richieste di esigenze di spazi attuali e futuri, che troveranno soddisfazione nel progetto.

Ultimo come successione, ma non per importanza, il rapporto con gli uffici regionali che soprintendendono ai beni storico-ambientali (l’edificio da demolire ha più di 50 anni). Non esistono presupposti che possano essere di impedimento alla realizzazione del progetto, in quanto l’edificio non presenta alcuna caratteristica costruttiva o tipologica degna di tutela, tuttavia l’attuazione del progetto è subordinata alla rimozione del vincolo di inalienabilità

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