Nuove sfide per il suolo. Rapporto CRCS 2016

Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (a cura di)

INU Edizioni, Roma 2015
pp. 170

Presentato a Milano lo scorso 3 dicembre in occasione della Giornata mondiale del suolo, che si celebra il 5 dicembre, il 5° Rapporto CRCS “Nuove sfide per il suolo” raccoglie numerosi contributi scientifici, relativi alla valenza dei servizi ecosistemici del suolo e al rapporto con la pianificazione territoriale, alla misurazione e monitoraggio del consumo di suolo, a progetti per un uso sostenibile della risorsa suolo e alle più recenti norme o proposte di legge in materia, con un taglio differente rispetto alle scorse edizioni, attraverso uno spostamento dal versante quantitativo a quello qualitativo della conoscenza dei fenomeni.
Il tema centrale del Rapporto è la considerazione che l’analisi sistematica delle variazioni d’uso del suolo con metodologia quantitativa posta fino a oggi come centrale per la regolazione dei suoi usi non si è rilevata sufficiente per limitare i consumi, rendendo necessario un arricchimento del profilo qualitativo legato al suolo.
Un approccio di tipo qualitativo, strutturato su un sistema della conoscenza interdisciplinare legata al suolo e finalizzata a informare i processi di co-pianificazione tra differenti livelli di governo, richiede in Italia ancora un lavoro di condivisione e ricerca.
In tale ottica, i contributi del Rapporto CRCS 2016 sembrano convergere verso una piena condivisione degli aspetti multidisciplinari legati al tema del suolo, oggi quanto mai propedeutica alla strutturazione di politiche di governo del territorio, in cui il tema dei servizi ecosistemici assume il ruolo di supporto conoscitivo specialistico finalizzato ad un reale dimensionamento ambientale.
Dopo l’introduzione al volume in cui si evidenzia l’urgenza di una direttiva quadro europea per la protezione del suolo, la cui proposta, elaborata nel 2006, è stata ritirata nel 2014, il nuovo Rapporto CRCS articola i contributi scientifici secondo quattro campi tematici rilevanti nel dibattito sul consumo di suolo.
Il primo è quello dei “servizi ecosistemici” e delle relazioni con la pianificazione territoriale, in cui si restituiscono alcune prime esperienze di applicazione di metodologie di valutazione della qualità dei suoli e dei relativi servizi ecosistemi a supporto dei processi decisionali di governo del territorio, cercando una risposta al fallimento della problematizzazione numerica.
Oggi, gli effetti ambientali del consumo di suolo non trovano un’adeguata evidenza attraverso una valutazione esclusivamente quantitativa, ma richiedono una conoscenza specialistica della molteplicità delle funzioni ecosistemiche che il suolo è in grado di svolgere. La conoscenza delle funzioni ecosistemiche svolte dal suolo integra le conoscenze riferite al suolo e ai servizi ecosistemici resi nel processo decisionale a supporto delle scelte di pianificazione territoriale basata su scelte sostenibili. In tale ottica, il CRCS auspica un approccio ecosistemico nella pianificazione di area vasta e una ri-strutturazione della VAS, attraverso l’integrazione nel processo dei Servizi Ecosistemici.
Il secondo campo tematico affronta le questioni delle misure e dei metodi per il monitoraggio del consumo di suolo attraverso studi sulle morfologie, quantità e interpretazioni qualitative dei processi di variazione degli usi del suolo.
A partire dai dati del Rapporto ISPRA 2015 viene indagato il rapporto fra consumo di suolo e forme insediative, alla luce dei processi territoriali in atto oggi dopo la diffusione urbana: frammentazione, abbandono, eventi alluvionali e dissesti, alterazione di habitat, degrado e riabilitazione dei territori periurbani
Altri saggi affrontano poi il tema delle previsioni di trasformazione, sovradimensionate anche alla luce dell’attuale crisi economico-finanziaria ma raramente ridotte, della riforma della fiscalità locale quale strumento dissuasorio e del ruolo della rendita fondiaria.
Un’altra ricchezza del Rapporto 2016 è la capacità di raccontare il Paese a partire dalle basi territoriali dell’ISTAT, attraverso uno spaccato di ciò che accade a livello locale: dal Veneto, visto come l’esempio di che cosa significhi il concetto di “consumo di suolo agricolo”, alle Marche, in cui sono evidenti i limiti del mancato controllo e raccordo delle attività di pianificazione dei singoli enti, alla Lombardia, la Regione più urbanizzata d’Italia.
Nel terzo campo tematico si fornisce una breve rassegna di ricerche, progetti e azioni finalizzati a un uso sostenibile della risorsa suolo evidenziando le possibili strategie per limitare e contenere il consumo di suolo, a partire da quelle dell’Unione Europea per un uso sostenibile del suolo, come il progetto Life Sam4cp che intende sviluppare un simulatore digitale volto a favorire scelte urbanistiche che consentono di contenere il consumo di suolo e salvaguardare le sue funzioni ecosistemiche.
Le esperienze più avanzate mostrano chiaramente che l’approccio della regolazione quantitativa funziona con successo se fa parte di un sistema integrato di disposizioni che prevede un repertorio più ampio di strumenti di regolazione, la fiscalità in primis, anche per attivare risorse finalizzate al recupero del patrimonio edilizio esistente, basate su “catasti” locali degli usi del suolo costruiti sulla base di una convergenza classificatoria degli usi del suolo tra differenti livelli amministrativi.
Le principali strategie prendono le mosse da un insieme di norme europee completo e coerente e prevedono l’analisi dei servizi ecosistemici per valutare qualitativamente l’incidenza di una previsione di Piano sulla base della qualità dei suoli e dei SE resi, l’autofinanziamento per la gestione di siti naturali protetti attraverso l’analisi e valutazione dei servizi ecosistemici da essi forniti, la condivisione di dati territoriali finalizzati a un’interpretazione comune dei fenomeni, il ripristino a uso agricolo o seminaturale di aree in precedenza urbanizzate e impermeabilizzate, nell’ottica del raggiungimento del consumo di suolo netto pari a zero promosso dalla UE.
Il quarto campo tematico propone, infine, alcune riflessioni su criticità ed elementi di interesse nelle recenti leggi approvate e nelle proposte in corso finalizzate alla riduzione del consumo di suolo.
A livello statale, il DdL C2039 «Contenimento del consumo di suolo e riuso del suolo edificato», stato licenziato dalle commissioni Ambiente e Agricoltura della Camera dei Deputati, ma non è stata ancora calendarizzata la sua discussione in Aula. Nel testo, pur a fronte di obiettivi e finalità condivisibili, permangono ancora una serie di criticità in relazione alle definizioni, ai limiti al consumo di suolo, alla tematica del riuso, agli edifici agricoli e alle disposizioni di salvaguardia.
A livello regionale, il Rapporto 2016 evidenzia retoriche, incertezze e controtendenze nella nuova legge lombarda sul consumo di suolo (LR 31/14), le tecniche per il controllo delle previsioni di trasformazione presenti nel nuovo ordinamento toscano e dà conto del percorso verso la legge veneta sul consumo di suolo.

Autori

Il Centro di Ricerca sui Consumi di Suolo (CRCS) è costituito dal Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, INU e Legambiente ONLUS.
È un ente di ricerca scientifica sull’uso del suolo e le sue trasformazioni, sull’assetto del territorio e sulle politiche per il governo sostenibile delle risorse naturali e culturali e della sua organizzazione insediativa e infrastrutturale. Oltre all’attività di monitoraggio, svolge attività di promozione, supporto e divulgazione dei risultati di ricerche condotte direttamente dal Centro e/o dai partner.