EVENTI

Rotta di arginatura maestra del fiume Po: valutazione del rischio residuale

TIPOLOGIA ATTIVITA'
Attività svolta su incarico dell’Autorità di Bacino del fiume Po

GRUPPO DI LAVORO
Luciano Minotti [Direttore responsabile],

Francesca Boeri [capo progetto], Francesca Cella, Franco Sacchi, Cinzia Vanzulli [staff PIM]; Cesare Benzi, Sabrina Lupato [collaboratori esterni]

CODICE RICERCA
CON_20_03

DATA
Giugno 2004


CONTENUTO ESSENZIALE

PRIMA FASE-QUADRO CONOSCITIVO
Scopo della prima fase del lavoro è stato ricostruire un quadro conoscitivo dei due comparti in esame (Adda-Lambro e Secchia-Panaro) attraverso: la raccolta e l’esame degli strumenti di pianificazione locale; la lettura delle norme, a livello statale, regionale e provinciale, attinenti la salvaguardia delle aree, dell’ambiente e dei monumenti storico-artistici; l’analisi del sistema socio-economico.
L’individuazione dell’effettivo utilizzo del suolo e delle previsioni urbanistiche dei Piani Regolatori comunali, ha permesso di definire l’Indicatore puntuale di vulnerabilità del territorio (VTp), che rappresenta una delle variabili utili per il calcolo del Rischio residuale, secondo il modello definito dall’Autorità di Bacino del fiume Po. Le fonti di informazioni, attraverso le quali poter stabilire i contenuti della “Carta dell’utilizzo del suolo e delle previsioni urbanistiche” sono stati i Mosaici informatizzati dei Piani Regolatori Generali Comunali, predisposti sia dalla Regione Lombardia, sia dalla Regione Emilia-Romagna e altre fonti di informazione che specificassero anche alla scala del singolo edificio, l’effettiva destinazione d’uso (Piani Territoriali di Coordinamento, ortofoto, indagini dirette).
L’analisi del sistema socio-economico permette la definizione della seconda variabile di tipo territoriale, individuata per il calcolo del Rischio residuale. L’Indicatore diffuso di vulnerabilità del territorio (Vtd) è, infatti, funzione di parametri di natura socio-economica e demografica.
Le variabili utilizzate (13) sono quelle che meglio rappresentano gli aspetti sociali ed economici il cui danneggiamento per inondazione è stato ritenuto rilevante (popolazione residente, addetti, attivi, unità locali). È stato scelto di mettere in relazione i valori assoluti, misurati a livello comunale, con alcuni parametri scelti ad hoc, quali la superficie territoriale o la popolazione residente, in modo da permettere il confronto tra diverse realtà socio-economiche, a prescindere dalle loro dimensioni assolute.

SECONDA FASE APPLICAZIONE DEL METODO PROPOSTO PER LA VALUTAZIONE DEL RISCHIO RESIDUALE
L’indicatore del rischio residuale all’interno della fascia C del fiume Po è definito come prodotto dei seguenti tre parametri: Rr = I x Vtp x Vtd (I = Indicatore puntuale di intensità idraulica del fenomeno, Vtp = Indicatore puntuale di vulnerabilità del territorio, Vtd = Indicatore diffuso di vulnerabilità del territorio). La valutazione del rischio residuale è effettuata all’interno di ciascun comparto idraulico con scale spaziali di analisi che, a seconda degli indicatori presi in considerazione, variano dall’intero territorio comunale (indicatori diffusi) ad una cella regolare di dimensioni pari a 100 metri (indicatori puntuali).
L’indicatore diffuso di vulnerabilità del territorio (Vtd) è stato calcolato attribuendo alle 13 variabili selezionate per delineare il sistema socio-economico dei due comparti in esame, dei pesi che esprimessero il diverso livello di importanza attribuito al danneggiamento di ognuna delle variabili. Una volta assegnati i pesi, è stato possibile effettuare il calcolo di Vtd come somma dei prodotti dei valori assunti dalle singole variabili per il peso loro assegnato.
L’indicatore puntuale di vulnerabilità del territorio (VTp) analizza l’uso del suolo esistente e quello programmato nei principali strumenti di pianificazione territoriale con una scala spaziale di analisi pari ad una cella di 100 x 100 metri. Una volta definita la “Carta dell’utilizzo del suolo e delle previsioni urbanistiche”, si è attribuito ad ogni elemento territoriale individuato un valore di “sensibilità al danno sociale” variabile fra 1 e 4. Sulla Carta dell’utilizzo del suolo si è sovrapposta la griglia (celle di 100 x 100 m) utilizzata per il calcolo dell’indicatore puntuale di intensità idraulica del fenomeno e, tramite procedimento informatico, si sono estrapolati, per ogni cella, gli elementi territoriali presenti. Il valore finale di Vtp della singola cella è dato dalla sommatoria di tutti i valori i-esimi di Sensibilità calcolati al suo interno.
La carta finale ottenuta “Carta di sintesi delle criticità” rappresenta pertanto, per singola cella, il valore assunto dal Rischio residuale, calcolato secondo la formula: R = I x Vtp x Vtd

Questo sito web utilizza i Cookies, anche di terze parti, al fine di migliorarne la navigazione. Continuando ad usufruire di questo sito l’utente acconsente ed accetta l’uso dei Cookies.

E’ attivo il progetto FABPIM – Facilitazione Abilitazione Bandi: un nuovo servizio che il Centro Studi PIM dedica esclusivamente ai propri Soci.

www.pim.mi.it/fabpim