Il cantiere Alto Milanese. Trasformazioni recenti, scenari futuri, temi e problemi dello sviluppo

TIPOLOGIA ATTIVITA'
Attività svolta su incarico della Camera di Commercio di Milano

GRUPPO DI LAVORO
Franco Sacchi [Direttore responsabile], Franco Sacchi [capo progetto], Alma Greco [staff PIM] Cesare Benzi, Matteo Bolocan Goldstein [collaboratori esterni]

CODICE RICERCA
CON_23_04

DATA
Novembre 2005


CONTENUTO ESSENZIALE

L’Alto Milanese appare da alcuni anni un territorio sotto stretching, assumendo questo termine nella duplice accezione di allungamento e di messa in tensione. Un allungamento, che ci indica le molteplici appartenenze territoriali di quel sistema locale che oggi posizioniamo interamente entro i confini provinciali milanesi ma che, per ragioni storiche e dinamiche recenti, manifesta appartenenze e relazioni territoriali alle diverse scale. Una messa in tensione, più recente, che appare evidente se solo vengono considerate le numerose e rilevanti trasformazioni che investono il suo territorio: quelle interne al campo territoriale, nella struttura e nelle dinamiche del suo tessuto economico e sociale; ma anche quelle che insistono sui margini. Si pensi solo alle politiche di sviluppo dell’aeroporto internazionale di Malpensa, della nuova piattaforma fieristica di Rho-Pero, del rafforzamento dell’Università di Castellanza o del dibattito sul futuro destino funzionale delle aree dell’ex Alfa Romeo di Arese.

Per queste ragioni è decisivo sottolineare la necessità che un territorio economicamente maturo come l’Alto Milanese possa re-interpretarsi sfidando in avanti i processi in corso: provando, da un lato, ad agganciarsi alle trasformazioni di un territorio più ampio che presenta dinamiche esogene di un certo interesse anche per l’evoluzione dell’Alto Milanese; dall’altro, tentando, attraverso un insieme di politiche di valorizzazione e di rafforzamento delle risorse endogene sedimentate nel contesto, di elevare il controllo e il governo della traiettoria di crescita economico-territoriale. Ciò è possibile senza negare la sua storia industriale, ma al contrario facendo leva sulle diverse risorse accumulate nel tempo: quelle “materiali” connesse alla presenza nel territorio di molteplici investimenti in capitale fisso e alla virtuosa presenza di un denso tessuto di imprese manifatturiere e di servizi; quelle “immateriali”, non meno importanti, legate all’atmosfera locale, a quel know how diffuso che pervade il clima imprenditoriale caratterizzando il contesto locale del nord-ovest milanese e lombardo.

In questo quadro i fattori strategici per lo sviluppo economico dell’Alto Milanese possono in estrema sintesi essere così individuati:

  • incentivazione del credito locale;
  • creazione di servizi di movimentazione merci e di logistica per piccole serie;
  • incentivazione di servizi in grado di incrementare la competitività delle imprese locali per quanto riguarda la fase produttiva (tecnologie, innovazioni, ecc.), gestionale/organizzativa (routines, procedure, ecc.), commerciale (domanda, mercati geografici, ecc.);
  • sostegno all’attività formativa;
  • supporto all’attività innovativa.

Tuttavia, le decisioni concrete circa le misure da attuare sono rimandate agli attori locali e ad una loro reciproca responsabilizzazione: definire un set di obiettivi condivisi, negoziare risorse e azioni finalizzate con il sistema degli enti locali e sovralocali, individuare l’insieme degli strumenti necessari a raggiungere tali obiettivi e le obbligazioni che ne derivano, prefigurare le modalità attraverso cui la domanda di interventi possa essere efficacemente soddisfatta non sono affatto passaggi semplici. Essi domandano al contempo creatività progettuale e perseveranza e tenacia nel percorre politiche di sviluppo locale.

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